Svernare peperoncini: Acrata (Capsicum annuum) II

È la terza primavera di vita del peperoncino Acrata che abbiamo selezionato per produttività e resistenza al freddo. Dopo aver passato egregiamente l’invernata mite del 2016 è riuscito a superare anche l’inverno del 2017 con temperature ben sotto lo zero. Dopo 5 mesi in ambiente chiuso ma non riscaldato e con poca luce, l’Acrata ha ripreso la crescita vegetativa. Lo abbiamo potato e spostato nella sua posizione estiva in terrazza.

Avere una pianta di peperoncini pluriennale ha diversi vantaggi. Il meno evidente (ma forse il più importante) è il fatto che così si garantisce la purezza varietale dei discendenti nati dai primi semi: l’Acrata sarà l’unico Capsicum Annuum in fiore per mesi e il rischio di ibridazione con altre varietà è inesistente.

Acrata anno 3 2017

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La forma naturale degli alberi

Fukuoka riteneva che fosse fondamentale conoscere il comportamento di crescita naturale delle piante da frutto. Quando un albero viene potato e poi abbandonato non ha più una forma naturale: il suo pattern di crescita sarà caotico e controproducente per l’albero stesso. Un albero potato una volta dovrà essere potato per sempre perché ha “scordato” quale è la sua forma naturale. Un albero mai potato segue il suo pattern di crescita naturale.

Nella foto: un albero di Susine Dalmassine (Prunus Domestistica ssp. Insititia) nato da seme e mai potato. La sua forma naturale gli ha permesso di superare perfettamemte indenne la nevicata da 1 metro e mezzo di neve di Gennaio.

1mar2017dalmassine

Neve sui Sibillini – 2017

La nevicata del Gennaio 2017 è stata imponente qua sui Sibillini: 1 metro e mezzo di neve in due giorni. Il peso della neve ha piegato i noccioli fino quasi a terra e le slavine del tetto hanno distrutto gli alberi di Susine Dalmassine più vicini alla casa. Molti alberi piccoli e tutti gli arbusti (melograno, mirtilli, ribes etc etc) sono sotto cumuli di neve alti fino a due metri. Il conto finale dei danni si farà col disgelo, ma per molte piante questo sarà l’ultimo inverno. Nella foto: il noccioleto dopo giorni di neve.

noccioleto-neve-2017

 

Semina con palline Fukuoka

Alcuni metri quadri di ortomontano ospitano una popolazione erbacea di graminacee estremamente aggressiva. Ieri ho deciso di attuare una strategia di sostituzione anziché una di eradicazione. Per sostituire le monocotiledoni infestanti con una popolazione vegetale più varia e utile al giardino ho fatto una semina con palline Fukuoka. Ho impastato dell’argilla scura umida con due manciate di humus (preso da posti diversi in giardino per aumentare la varietà di microvita). All’impasto ho aggiunto un misto di semi di 24 varietà erbacee diverse: Veccia, lupinella, trifoglio incarnato, trifoglio alessandrino, meliloto officinalis, medicago lupulina, erba medica, trifoglio resupinatum, rafano, facelia, trifoglio hibridum, grano saraceno, serradella, coriandolo, calendula, cumino, carota selvatica, finocchio annuale, pastinaca, cicoria selvatica, fiordaliso, malva, aneto, borragine. Parte delle piante del mix sono azoto-fissatrici, altre mellifere. Tutte contribuiscono ad arricchire la biodiversità. Ho fatto una settantina di palline Fukuoka che ho distribuito su circa 10 mq di prato non lavorato e pesantemente infestato dalle graminacee. L’obiettivo non è la scomparsa totale delle graminacee, ma il raggiungimento di un’equilibrio della popolazione vegetale in cui siano presenti solo in percentuali molto basse.

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Popolazione vegetale con netta prevalenza di graminacee perenni e invasive.

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Palline Fukuoka di argilla scura, humus e semi di 24 specie erbacee.

Orti a cumulo: pacciamatura autunnale

Oggi ho pacciamato abbondantemente due orti a cumulo usando le foglie ammucchiate dal vento negli angoli del giardino. La maggior parte sono foglie di nocciolo, ma anche di acero e di fico. Ho accumulato uno strato di foglie di 5-10 cm sia sul cumulo – asparagiaia (Foto 1), sia su quello seminato ad aglio una decina di giorni fa (Foto 2). La pacciamatura autunnale di foglie ha diverse funzioni: controllo delle infestanti, rallentamento dell’evaporazione, aggiunta di nutrienti e microvita, produzione di suolo, mitigazione degli sbalzi termici.

asparagiaia-hugelkultur-pacciame

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Malus Domestica: impianto 2016

Oggi ho piantumato due meli (Malus domestica), cultivar Mela Rosa dei Monti Sibillini e Golden B. Quella delle Mele Rosa è una popolazione endemica delle Marche conosciuta e apprezzata da più di 2000 anni. La Golden B, invece, è una mutazione spontanea di una Golden Delicious di provenienza olandese. Ho scelto la mela rosa perché ortomontano è sui Monti Sibillini e la Golden B perché è un buon impollinatore per la mela rosa (stesso periodo di fioritura). Nella foto: il melo rosa impiantato oggi con pacciame permanente.

mela-rosa-impianto-autunnale

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Semi nocivi

Oggi volevo piantare fave per fissare azoto nel cumulo degli asparagi. Non avevo fave da seme salvate da me e non sono riuscito a trovarne di salvate da altri. Ho comprato dei semi commerciali, quelli che piantano tutti da queste parti. Quando stamattina ho aperto la confezione e ho visto i semi rosa, trattati con thiram (tetramethylthiuram disulfide), ho avuto un moto di repulsione. Non ho voluto avvelenare l’orto. Ho piantato piselli biologici non conciati.

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Semi di Vicia faba conciati con pesticida

Ceci verdi freschi: serendipità

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Quest’anno ho seminato ceci (Cicer arietinum) in tempi diversi da Marzo fino alla II° decade di Maggio. I ceci seminati a fine Marzo e ad Aprile erano pronti per la raccolta già in Agosto, quelli seminati a Maggio invece non avrebbero avuto più tempo di seccare sulla pianta e sono stati raccolti freschi oggi. La semina tardiva è stata un insuccesso (volevo ottenere ceci secchi da granella), ma anche una scoperta culinaria: i ceci verdi freschi sono buoni sia crudi come le fave, sia cotti in padella come i piselli freschi. Una semina azzardata mi ha fatto scoprire un prodotto introvabile sul mercato in un periodo improbabile per i legumi freschi come fave o piselli.

Svernare Peperoncini: Acrata (Capsicum Annuum)

acrata-2016

Anche quest’anno ho seminato peperoncini di 2 varietà usando semi salvati dal raccolto di anno scorso: la terza generazione di Naga (Capsicum chinense x Capsicum frutescens) e di Acrata (Capsicum annuum) autoprodotti da seme. I risultati sono stati abbastanza deludenti rispetto alla produzione di anno scorso: le piante, per quanto sane, verdi e robuste hanno prodotto pochi peperoncini e molto in ritardo. Forse raccoglieremo degli Acrata, mentre difficilmente i Naga (che vogliono temperature alte e stabili) giungeranno a maturazione completa.

Fortunatamente sono riuscito a far svernare in casa una pianta selezionata fra gli Acrata di anno scorso: un peperoncino alto 1 metro e mezzo, con fusto legnoso ed estremamente produttivo. Una pianta di più di un anno è sia più precoce che più produttiva di una pianta di pochi mesi: un alberello di Acrata passato indenne attraverso l’inverno 2016 ci ha dato da Luglio ad oggi circa 150 peperoncini e continua a produrne. L’Acrata (ovvero “l’Anarchico”) deve il suo nome ai colori nero e poi rosso dei peperoncini che maturano. Nella foto sopra: l’Acrata seminato nella primavera del 2015 come è oggi. Nella foto sotto: ottanta peperoncini maturi raccolti stamattina.

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Coltivare pomodori senza verderame

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Dall’ultima decade di Agosto una trentina di piante di 6 varietà diverse produce più di 10 Kg di pomodori a settimana. Nonostante il fallimento della coltura 2014 ho persistito nel voler produrre pomodori senza usare verderame (fungicida rameico consentito in agricoltura “biologica”). Quest’anno ci sono riuscito grazie ad una serie di fattori:

Tecnica colturale – Telo pacciamante, distanze di impianto larghe e sub-irrigazione con acqua piovana hanno creato un microclima secco fra le file di piante (ma umido a livello delle radici).

Semina diretta – Gran parte dei pomodori sono stati seminati direttamente in terra e non hanno mai subito trapianti. Le piante hanno potuto sviluppare radici profonde (fittonanti) che hanno permesso la crescita di piante più vigorose e con una migliore resistenza a malattie, parassiti e siccità.

Clima – Durante le prime settimane di vita dei pomodori (Aprile-Maggio) le temperature non sono mai scese sotto i 10° e ci sono state poche piogge. Il clima inadatto alla Peronospora e ad altre malattie crittogamiche hanno reso inutile una copertura fungicida.

P.s. Quasi ogni pianta presenta segni localizzati di diverse “patologie” e “parassiti”, ma la salute generale della popolazione è ottima.

Nelle foto: un raccolto della scorsa settimana e quello di oggi.