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6 mesi di hugelkultur

6 mesi di hugelkultur

In questi 6 mesi l’orto rialzato ci ha dato 15 kg di verdure, soprattutto brassicacee. Al momento (ultima foto) ospita un cavolfiore superstite, biete, sedano, cipolle, aglio e fave. A detta di molti permacultori il principale (se non unico) difetto di questi sistemi di coltura è la scarsa produttività del primo anno. Mantenendo un’alta diversità colturale e seminando a ciclo continuo, comunque, si fa in modo che il sistema sia sempre produttivo anche il primo anno.

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Hugelkultur o Orto senza acqua

Hugelkultur o Orto senza acqua

Dopo due mesi e mezzo la mezzaluna è piuttosto lussureggiante: il sistema è riuscito a resistere anche alla siccità di Agosto con una sola annaffiatura (dopo due settimane di sole senza neanche una nuvola). Quando i tronchi e le fascine interrate avranno creato uno strato abbastanza spugnoso da trattenere una grande quantità di acqua, in teoria, non sarà più necessario annaffiare. Secondo Holzer* si ottengono risultati molto migliori (ovvero depositi di acqua più capienti e duraturi) interrando tronchi e fascine piuttosto che utilizzando cippato o paglia come viene spesso consigliato per installare gli “orti senza acqua”.

*Sepp Holzer’s Permaculture: a practical guide to small-scale, integrative farming and gardening

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Hugelkultur: foto time-lapse del primo mese

Hugelkultur: foto time-lapse del primo mese

Dopo aver preparato il letto rialzato, la “mezzaluna fertile”, abbiamo iniziato immediatamente i trapianti e le semine. In tempi diversi abbiamo trapiantato cavoli banchi, cavoli rossi, cavolfiori, sedano, insalata e erba cipollina. Abbiamo seminato carote, biete, cime di rapa, ravanelli, ravanelli minowase, sedano, zucchine e radicchio. Il compost che abbiamo interrato nella mezzaluna e sul quale coltiviamo ha contribuito con qualche pianta di melone e cocomero (destinati a morire vista la stagione, ma buoni fake-targets per le lumache). Questo è il foto time-lapse del primo mese di vegetazione del sistema: non tutti i semi sono nati e molti altri arriveranno nelle prossime settimane.

Hugelkultur o Orto rialzato: costruzione

Circa un mese fa abbiamo costruito un letto rialzato (o hugelkultur) utilizzando potature (legna, fascine e ramaglie), compost, letame e sfalcio di prato. Tutta la biomassa è stata prodotta dal giardino (ad eccezione del letame che viene da non più di 10 km da qui), tutto il lavoro è stato fatto senza utilizzo di mezzi meccanici e\o uso di combustibili fossili. Da autodidatti avidi di libri e di idee, abbiamo saccheggiato liberamente in rete, confrontando, riadattando e ripensando pratiche e concetti. L’input per questo progetto viene soprattutto dalla lettura di “Sepp Holzer‘s Permaculture – A Practical Guide to Small-scale Integrative Farming and Gardening”.

Abbiamo misurato un cerchio di 2,6 metri di diametro e abbiamo scavato una traccia profonda 30 cm levando il terreno a zolle. Calcolando che abbiamo lasciato  lo spazio per accedere all’interno della circonferenza, abbiamo una superficie coltivabile di circa 5 metri quadri (piani).

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Abbiamo messo la legna e i rami più grandi sul fondo, mettendone alcuni in posizione verticale per favorire la risalita dell’acqua dal fondo del letto alla superficie coltivata. Abbiamo usato principalmente legna di nocciolo, melo e brigna (susino della Siria) e abbiamo evitato di utilizzare legna di alberi resinosi (es. Tuia).

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Abbiamo aggiunto potature verdi (soprattutto polloni di nocciolo e rampicanti) e sopra a queste abbiamo messo letame di pecora maturo, compost e terra sciolta.

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Abbiamo ricoperto tutto con le zolle di terra facendo attenzione a posizionarle con l’erba in basso e le radici verso l’alto perché la Cynodon Dactylon (anche conosciuta come gramigna) non perdona ed infine abbiamo pacciamato abbondantemente con lo sfalcio del prato: ora si semina.

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