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Policoltura: uso strategico delle colture

Intercropping cucurbitaceae chicoriae

Poiché di recente installazione, nel secondo orto a cumulo ho optato per un uso strategico delle colture, ovvero ho scelto parte delle piante in base all’effetto che queste hanno a lungo termine sul suolo e più in generale sul sistema. Gli obiettivi principali sono la costruzione della fertilità e il miglioramento della struttura del terreno. Per la costruzione della fertilità, in prima semina a fine marzo ho scelto di seminare piselli, che come tutte le leguminose, fissano l’azoto nel suolo. Con i piselli già cresciuti, a maggio, ho iniziato i trapianti di cucurbitacee (coltura principale): 5 zucchine nane, 2 cetrioli, 2 meloni; visto che sono piante a ciclo breve (a parte i meloni) ho fatto in modo da lasciare abbastanza spazio per una seconda semina a fine giugno – inizio luglio ed assicurarmi così una produzione continua. Ho scelto le cucurbitacee perché sono piante macroterme che apprezzano particolarmente il microclima più caldo creato dalla massa termica del muro (infatti sono in anticipo rispetto agli orti convenzionali). Per quanto riguarda il miglioramento della struttura del suolo ho trapiantato una trentina di catalogne e ho seminato una decina di daikon (minowase o ravanello giapponese): la struttura fittonante delle radici delle cicorie e dei daikon aiuta ad arieggiare e smuovere il terreno, rendendo disponibili ai livelli superiori l’acqua e i nutrienti presenti a profondità non raggiungibili da piante con radici più superficiali. Ho seminato anche un metro quadro circa di mais dolce più per la produzione di biomassa da usare come pacciame che per il raccolto in sé e ho trapiantato alcuni peperoni autoprodotti (1 solo sopravvissuto al momento) per aggiungere un elemento caotico al sistema. Più in là nella stagione seguiranno altre semine e trapianti (succession planting) e l’orto estivo si trasformerà gradualmente in orto autunnale.

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Orto verticale: anteprima

Orto a muro: anteprima

L’idea è quella di costruire un sistema solare passivo utilizzando la massa termica (thermal mass) del muro (ovvero la capacità di una massa di assorbire e rilasciare calore gradualmente) per ottenere un orto caldo. Dato che il muro è esposto a sud-sud-est ed è il punto più assolato del giardino, la riserva di calore accumulata dovrebbe creare un microclima sensibilmente più caldo. Lo scavo sarà di 1×5 metri circa, ma conto di aumentare la superficie coltivabile dando all’orto rialzato la forma di una scarpata più o meno ripida. Tutta la biomassa (tronchi, fascine, potature) sarà interrata e diventerà il serbatoio di acqua e nutrimenti per l’orto (come qui e qui), mentre le foglie raccolte in autunno forniranno lo strato di pacciamatura necessario a proteggere il terreno e a conservare l’acqua nel sistema.