Orti a cumulo: pacciamatura autunnale

Oggi ho pacciamato abbondantemente due orti a cumulo usando le foglie ammucchiate dal vento negli angoli del giardino. La maggior parte sono foglie di nocciolo, ma anche di acero e di fico. Ho accumulato uno strato di foglie di 5-10 cm sia sul cumulo – asparagiaia (Foto 1), sia su quello seminato ad aglio una decina di giorni fa (Foto 2). La pacciamatura autunnale di foglie ha diverse funzioni: controllo delle infestanti, rallentamento dell’evaporazione, aggiunta di nutrienti e microvita, produzione di suolo, mitigazione degli sbalzi termici.

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2 anni di Hugelkultur (orto a cumulo)

Da febbraio ai primi di agosto l’orto a cumulo ha prodotto poco meno di 7 Kg di verdure: in gran parte insalate, ma anche qualche zucchina, fagiolini e una trentina di teste di aglio. Al momento (ultima foto della serie), la popolazione vegetale del sistema è formata da peperoncini, fagiolini, qualche cucurbitacea (zucchina e cetrioli), qualche brassicacea (una verza perennalizzata, cavolo riccio inglese e cavolo nero trapiantati da poco), girasoli volontari, più aglio, biete e insalate che ho lasciato andare a seme nel tentativo di farle autoseminare nel sistema.

Il totale prodotto in 2 anni di coltura continua in questi 5 metri quadri ammonta a circa 52 kg di verdure oltre ad aglio, sedano a volontà, qualche peperoncino, etc etc. A giorni invaderò il sistema con l’ultima semina di fagiolini Purple queen e di zucchine. Nella foto: il quarto semestre del sistema, da febbraio ad agosto.

orto cumulo hugelkutur

Policoltura: fagiolini come coltura principale

Il mio approccio alla policoltura degli orti a cumulo, in questa nuova stagione agricola, è un po’ meno caotico e un po’ più ragionato. Nell’ultimo sistema impiantato sto mantenendo un basso numero di specie, con una coltura principale. In questo cumulo ho seminato fagiolini di 2 varietà (Slenderette e Purple queen) e come colture secondarie zucchine (ne sono spuntate 6 o 7 piante, ma ne selezionerò solo 2), meloni (non pervenuti) e nasturzi (pochi sopravvissuti). Una settimana fa ho trapiantato qualche peperoncino Acrata, mentre giusto ieri ho trapiantato una trentina di insalate nei punti più bassi, umidi e meno assolati. Il verbasco, ormai alto quasi 180 cm e fiorito, attira sirfidi e cantaridi.

Verbascum orto

Prime semine in un orto a cumulo “Holzer”

I primi semi piantati nell’orto a cumulo costruito un paio di settimane fa sono spuntati. Almeno metà dei fagiolini “Slenderette”* sono stati decapitati da chiocciole e\o limacce entro pochi giorni dalla nascita, mentre l’altra metà prospera grazie alla pioggia e al caldo degli ultimi giorni. Per evitare la perdita di tutte le piantine ho distribuito del fosfato ferrico intorno al cumulo. Un lumachicida, per quanto “biologico” è solo una soluzione temporanea; negli altri orti a cumulo (più maturi, con una popolazione vegetale più varia e senza controllo chimico) la situazione è migliore, nonostante la popolazione di lumache sia la stessa. La scorsa settimana ho completato la pacciamatura con una carriola di cippato di ramaglie e ho seminato nel cumulo cucurbitacee (meloni “Retato degli ortolani”* e zucchine “Bianche di Trieste”*) e nasturzi (Tropaeolum majus**). Ieri ho riseminato fagiolini varietà “Purple queen”* nei posti rimasti scoperti.

* Semi standard a impollinazione aperta, non conciati.

** Semi non conciati, trovati in un mix di semi di fiori.

In primo piano: l'ultimo cumulo che ho costruito, con i primi fagiolini germinati da alcuni giorni. Sullo sfondo: il Verbasco, sempre più imponente e ormai prossimo alla fioritura, e gli orti a cumulo più vecchi.

In primo piano: l’ultimo cumulo che ho costruito, con i primi fagiolini germinati da alcuni giorni. Sullo sfondo: il Verbasco, sempre più imponente e ormai prossimo alla fioritura, e gli orti a cumulo più vecchi.

Orto a cumulo n°3: impianto

I giorni scorsi, in circa 6 ore di lavoro manuale, ho impiantato un nuovo orto a cumulo di 2,2 x 1 m. Ho riempito lo scasso profondo circa 30 cm con biomassa proveniente dal giardino: il vecchio melo e le potature di prugno forniscono buona parte del materiale più legnoso (carbonio) al sistema, mentre le potature di fico, acero e prunus insieme a ramaglie di cespugli e rampicanti vari forniscono la componente più “verde” (azoto). Questa volta ho aggiunto anche circa 5 kg di stallatico pellettato biologico per un po’ di NPK extra e mezzo secchio di compost semi-maturo (per fornire varietà nella popolazione batterica del sistema). Una volta ricoperto di terra ho seminato tutto il cumulo di fagiolini (leguminose, dunque azotofissatori) e ho pacciamato abbondantemente con sfalcio di prato. La pianta in primo piano è un verbasco (Verbascum thapsus) spontaneo.

OrtoCumuloTutorial

18 mesi di Hugelkultur (orto a cumulo)

Da Agosto a Gennaio l’orto a cumulo più vecchio ha prodotto più di 20 Kg di verdure, prevalentemente pomodori, peperoni, fagiolini, cetrioli e indivie, portando il raccolto totale a 45 Kg in 18 mesi. Non ho avuto produzioni eccezionali di colture estive (anche a causa dell’estate fredda) e le Brassicacee sono state un fallimento totale in confronto alla produzione dell’anno scorso. Nonostante tutto credo che il bilancio sia positivo per soli 5mq di superficie: non ho mai vangato, zappato, diserbato o concimato; ho aggiunto qualche volta pacciame dove serviva, annaffiato (poco) 2 volte, trapiantato, seminato e raccolto. La pochissima fatica mi ha dato un risultato medio e questo mi piace molto. Per quanto riguarda il lato economico, l’unico modo per ammortizzare efficacemente le spese è usare solo semi. Nella foto: il cumulo da Agosto 2014 a Gennaio 2015.

18 months hugelkultur